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Le percezioni distorte degli italiani

Il mondo che noi percepiamo è diverso dal mondo così com’è: come se lo guardassimo riflesso in uno specchio che distorce forme e proporzioni. Leggi

I social network faticano a contrastare le notizie false

In vista delle elezioni statunitensi ed europee i social network sono chiamati a controllare che nessuno li strumentalizzi per diffondere dubbi e confusione. Leggi

L’empatia per i ragazzi tailandesi non vale per tutti

Le immagini dei ragazzi intrappolati in Thailandia inondano i nostri schermi. Perché altre tragedie di lungo periodo non attirano così tanta attenzione? Leggi

Credibili

Parlando all’università di Harvard, la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie ha invitato gli studenti a sviluppare un loro rivelatore di stronzate. Leggi

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Disinformati, disintermediati, ma molto coinvolti

Gli italiani non si informano, e non lo fanno nemmeno su internet: sono infatti gli ultimi in Europa per la lettura di notizie online. Inoltre sembra che trasmettere emozioni sia l’obiettivo ultimo della comunicazione. Leggi

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Approfondire

Lo scandalo di Cambridge Analytica e Facebook non sarebbe esistito senza una serie di profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. Leggi

Le notizie false hanno sempre la meglio su quelle vere

Raggiungono più persone e si diffondono più rapidamente su Twitter: le conclusioni di uno studio pubblicato su Science. Leggi

È giusto preoccuparsi delle fake news, e continuare a farlo

È tutto ancora molto confuso: le stesse dinamiche di produzione e diffusione delle notizie false sono molteplici e ancora non del tutto chiarite. Leggi

Un antidoto al veleno della post-verità

Quel che è abbastanza condivisibile nelle fumose dispute sulla post-verità è la considerazione che negli ultimi anni la verità non è stata trattata molto bene dai mezzi d’informazione. Spesso le sono stati preferiti dei sostituti “al sapore della verità”: scoop, anticipazioni, esclusive… Questa iperofferta di verità da discount non ha diminuito il bisogno di verità; proprio come accade quando c’è una proposta diffusa di beni scadenti, capita che la qualità sia ancora più ricercata. Leggi

Chi vince e chi perde nell’epoca della post-verità

C’è un genere di errore stupido che solo le persone intelligenti possono commettere: presumere che un fatto acclarato possa sconfiggere una bugia facile e rassicurante. Siamo entrati in una nuova fase del dibattito politico e pubblico, una fase che molti esperti hanno definito “l’era della post-verità”. Leggi

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I rischi di informare

“La libertà d’espressione e quella d’informazione qui non esistono”. La medesima affermazione per descrivere tre Paesi diversi, Messico, El Salvador e Venezuela, fatta da tre esempi di giornalismo votato a rivendicare il diritto a sapere e a comunicare.

Moderati da Camilla Desideri nella sala del Teatro Comunale di Ferrara, Anabel Hernández, giornalista messicana impegnata nella lotta al narcotraffico, Alberto Barriera Tyszka, scrittore e giornalista venezuelano e Roberto Valencia, giornalista di El Faro, hanno condiviso le loro esperienze al Festival di Internazionale.

“L’immagine che descrive la libertà d’espressione in Messico è quella dei sacchetti di plastica che contengono pezzi di giornalisti rapiti, torturati, stuprati ed uccisi”, esordisce Anabel Hernández.

In Venezuela, racconta Alberto Barriera Tyszka, si assiste ad una “normalizzazione dell’opacità, una completa mancanza di trasparenza, e una naturalizzazione della violenza”.

E in questi Paesi, il governo è uno degli attori della violenza, spesso il principale.

Dopo la morte di Chavez, racconta il giornalista e scrittore venezuelano, c’è stato un vuoto che Maduro non è stato in grado di colmare. Le conseguenze sono state un indebolimento della figura politica, un parallelo accrescimento del potere militare e, con questo, un aumento degli abusi di potere.

Per Anabel Hernández il governo, corrotto e colluso, fa il gioco dei narcotrafficanti, aggravando irrimediabilmente la situazione del Paese. “Una società, come quella messicana, che non ha un’informazione vera ed opportuna non ha democrazia. Non si possono prendere decisioni se non si conosce la verità.”

Roberto Valencia dipinge uno scenario in cui la popolazione salvadoregna vive in strutture del terrore create dalle gang, le maras, e dalle reazioni discutibili di uno Stato debole, che usa la violenza per risolvere i problemi. Da gennaio 2015 sono 720 i presunti membri di gang uccisi in El Salvador, in apparenti scontri con la polizia. “In molti casi si è trattato di esecuzioni sommarie, accettate dalla società perché questa sembra la soluzione più semplice e rapida”, rivela il giornalista di El Faro.

In queste realtà i giornalisti sono in pericolo. Anabel Hernández, che da quattro settimane è tornata in Messico dopo anni di allontanamento per sopravvivere, parla dell’adattamento alla sua vita sotto scorta, prigioniera delle minacce del governo e dei narcotrafficanti. “La legge a protezione dei giornalisti, promulgata in risposta alle richiesta della comunità internazionale è una simulazione”. È infatti lo stesso governo che ha promosso questa legge a minacciare i giornalisti, come è accaduto proprio alla Hernández, vittima di diverse irruzioni in casa da parte dell’esercito.

Ma ad essere in pericolo sono tutti, è la società, non solo i giornalisti, ribadiscono a gran voce tutti gli ospiti. “I giornalisti non vogliono essere trattati come vittime”, dice Valencia.

I dati sulle aggressioni, le uccisioni e le scomparse, danno solo una parziale idea di quanto grave sia la situazione. Questa opacità di cifre e statistiche è un punto fondamentale, ribadito più volte dagli ospiti.

Nonostante i rischi, Anabel Hernández non si arrende: “la missione dei giornalisti è difendere un diritto inalienabile, quello ad essere informati”.

Barbara Busnardo

Propaganda, quando la persuasione diventa tossica

Dunque, il problema con la propaganda non è che “persuade le persone”. Il problema con la propaganda è che persuade le persone di cose false, e che per riuscirci le disinforma e le manipola facendo leva sulla minaccia e sulla paura. Dark Bl Corsa Grey Sprng Nike Internationalist Lf da Blk Rcr Scarpe Donna Grigio Wmns vUq40

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Un mondo scompaginato

Poche volte come in queste ultime settimane il mondo mi è apparso scompaginato. E ancor più scompaginata mi sembra l’immagine del mondo trasmessa dai mezzi d’informazione. Non è solo una questione di velocità, è anche una questione di assenza di gerarchie: che cosa è più importante. Che cosa è più preoccupante. Leggi

Il passo falso di Seymour Hersh sull’uccisione di Bin Laden

L’inchiesta del giornalista investigativo statunitense sull’operazione che portò all’uccisione di Osama bin Laden in Pakistan, nel 2011, vuole smentire la versione ufficiale dei fatti. Ma l’articolo è criticato dalla stampa americana, perché poco accurato e si basa su fonti incomplete o troppo indirette.   Leggi

Un indice per il cervello

C’è un mare di informazioni in giro. Nel suo nuovo libro The organized mind, lo psicologo Daniel Levitin osserva che ne consumiamo cinque volte più di quanto non facessimo nel 1986. Leggi

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Il nuovo canale tv panarabo interrompe le trasmissioni poco dopo il lancio

Il nuovo canale televisivo panarabo di proprietà di un principe saudita ha interrotto le trasmissioni dopo meno di ventiquattr’ore dal suo lancio negli studi del Bahrein. Al Arab Tv, del principe miliardario saudita Al Walid bin Talal, era andato in onda con la promessa di un’informazione imparziale e indipendente.

I responsabili del canale hanno fatto sapere di avere interrotto le trasmissioni “per motivi tecnici e amministrativi” e che presto torneranno in onda. Ma secondo il quotidiano del Bahrein Akhbar al Khaleej, l’interruzione dipende dal fatto che il canale non aderisce “alle norme prevalenti nei paesi del Golfo”.

Uno dei primi ospiti delle trasmissioni di Al Arab tv è stato un noto critico della famiglia reale sunnita al potere in Bahrein, Khalil Marzuk. Bbc

Il passo falso di Israele

Durante l’ultima guerra a Gaza i mezzi d’informazione israeliani hanno affermato all’unisono che Hamas avrebbe perso la sua popolarità a causa dell’alto numero di vittime palestinesi. Leggi

Verità e bugie sui Mondiali

Un motivo di preoccupazione per i giornalisti è la quantità d’informazioni sbagliate diffuse all’estero sui Mondiali. Leggi

Abbiamo i mezzi d’informazione che meritiamo

Nel graphic novel The Influencing Machine, la giornalista americana Brooke Gladstone spiega perché i mezzi d’informazione non sono così potenti. Leggi

Paradossi della concorrenza

Da un po’ di tempo i fotografi che lavorano nel campo dell’informazione si lamentano, giustamente, per il fatto che sulla carta stampata hanno sempre meno spazio. Leggi

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